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ROT13 e il cifrario di Cesare: semplice sostituzione di caratteri

L'italiano usa lettere accentate — à, è, ì, ò, ù, é — che non fanno parte dell'alfabeto di base gestito da ROT13, e poiché l'algoritmo sposta solo A-Z/a-z, questi caratteri attraversano la cifratura senza alcuna modifica: applicare ROT13 a «città» lascia la «à» perfettamente intatta in mezzo a un testo altrimenti irriconoscibile.

Perché gli accenti sopravvivono allo spostamento

Per l'algoritmo, «à» non è una «a» con un'aggiunta: è un punto di codice Unicode completamente diverso, fuori dall'intervallo A-Z/a-z che ROT13 riconosce. Lo stesso vale per tutte le altre vocali accentate italiane. Il risultato è un testo «cifrato» solo a metà, in cui proprio le lettere accentate restano un indizio leggibile in mezzo al resto della parola.

Come funziona lo spostamento in sé

Ogni lettera viene sostituita da quella 13 posizioni più avanti nell'alfabeto, ricominciando da A dopo la Z. Poiché 26 è un numero pari, uno spostamento di esattamente 13 è auto-inverso: applicare due volte la stessa operazione restituisce il testo originale, quindi non serve una modalità di «decifratura» separata.

Dove si usa ancora ROT13

  • Nascondere spoiler o risposte su forum come Reddit, dove la tecnica si è diffusa.
  • Esempi didattici per spiegare i cifrari a sostituzione.
  • Offuscamento leggero del testo, quando l'obiettivo è non essere immediatamente leggibile, non una protezione reale.

Perché questo non è sicurezza

ROT13 non usa una chiave: lo spostamento è fisso e pubblico, quindi chiunque può invertirlo istantaneamente senza alcun calcolo. Per proteggere davvero password o messaggi riservati serve un algoritmo con chiave, come AES.

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