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IBAN: come è strutturato un numero di conto bancario internazionale

In Italia l'IBAN non serve solo per i bonifici internazionali: è il codice usato per qualsiasi accredito o addebito su conto corrente, dai bonifici ordinari agli stipendi, fino ai bollettini con IBAN al posto del conto corrente postale.

Da quali parti è composto l'IBAN

Le prime due lettere sono il codice paese secondo ISO 3166-1 (ad esempio IT per l'Italia), seguite da due cifre di controllo; il resto è il BBAN (Basic Bank Account Number), che include il codice della banca e il numero di conto in un formato specifico per ogni paese.

A cosa servono le cifre di controllo

Le due cifre subito dopo il codice paese sono un checksum calcolato con l'algoritmo MOD-97 (ISO 7064): l'intero numero, con i primi quattro caratteri spostati in fondo, viene trattato come un unico numero intero che, diviso per 97, deve dare resto esattamente 1 perché l'IBAN sia valido. Questo permette di individuare subito un errore di battitura senza dover contattare la banca.

L'uso quotidiano dell'IBAN in Italia

Lo standard IBAN (ISO 13616) copre praticamente tutta l'Europa ed è pienamente adottato dall'Italia, che fa parte dell'area SEPA e dell'eurozona. L'IBAN italiano è composto da 27 caratteri e viene richiesto per bonifici sia nazionali sia internazionali, per l'addebito diretto (SDD/RID) e persino per i bollettini digitali, sostituendo di fatto ogni altro riferimento al conto.

A cosa serve questo strumento

  • Verificare che l'IBAN inserito sia corretto prima di inviare un bonifico.
  • Individuare il paese del conto dalle prime due lettere del numero.
  • Trovare rapidamente un errore di battitura in un numero di conto lungo senza contattare la banca.

Codice BIC/SWIFT e il suo legame con l'IBAN

Il BIC (Bank Identifier Code), noto anche come codice SWIFT, è un identificativo bancario separato, a volte richiesto insieme all'IBAN per i bonifici internazionali, anche se i due standard sono indipendenti tra loro. L'IBAN contiene già il codice della banca nella propria struttura (BBAN), quindi tecnicamente il BIC è superfluo per i bonifici all'interno della SEPA, ma molti sistemi di pagamento continuano a richiederlo separatamente come ulteriore verifica del percorso del pagamento.

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